Chiesa di San Lorenzo
La chiesa matrice di San Lorenzo martire di Laterza, è situata nel centro storico del paese. E' stata costruita negli anni 1408 - 1414 e consacrata il 19 novembre del 1673. Originariamente dipendeva dalla arcidiocesi di Aderenza e poi da quelle unite di Aderenza e Matera, fu aggregata alla diocesi di Matera 1945 e a quella di Castellaneta nel 1976.
Alla chiesa si accede dalla piazzetta antistante tramite sette gradini. In stile tardo-gotico, la facciata si presenta scandita da quattro lesene, in tre parti. Di queste la centrale, più alta e con il portale principale sormontato da un ampio rosone, termina con un timpano a spioventi concavi, a cui si contrappongono gli spioventi convessi delle due parti laterali. Queste ultime corrispondono alle navate interne, ciascuna con un ingresso secondario ed un occhio per l'illuminazione interna, ognuno dei quali, delimitato da una semplice cornice, presenta all'interno un diverso motivo decorativo di derivazione gotica costituito da raggi arcuati ricorrentesi a girandola quello di sinistra e ad elica quello di destra.
Le porte secondarie, in legno lamellare, sono sormontate da lunette ad arco leggermente acuto ed in entrambe è rappresentata la "Mater Domini". Il portone principale è contornato da tre fasce a bassorilievo scolpite nel tufo: di queste la più interna è attorcigliata "a fune", l'esterna ha un motivo a fascio con corregge di legamento, mentre la fascia mediana riporta una serie di foglie. Il tutto è sormontato da una lunetta, accostata da due rose scolpite, ed iscritta in una cornice rettangolare culminata, a sua volta, da un timpano triangolare con tre pennacchi di cui il più alto raggiunge l'estremità inferiore del rosone.
Molto ampio e ben lavorato è il ricco rosone centrale "a ruota di carro", costituito da una successione di venti arcatelle gotiche in tutto simili, anche nella tribolatura, a quelle cieche del cornicione già descritto. Tali arcatelle sono impostate su venti esili colonnine che si attestano sul "mozzo" centrale a mo' di raggi; il "mozzo" centrale è, a sua volta, costituito da due corone circolari distanziate da otto pilastrini lavorati. Il rosone, infine, è incastonato sulla facciata in un grande occhio circolare, incorniciato da un notevole fregio scolpito a bassorilievo con motivi vegetali ed antropomorfi alterni.
Il campanile antico, svettante a sinistra della chiesa presso l'abside del SS. Sacramento, nello stile romanico pugliese, fu demolito nel Febbraio 1858 a seguito del terremoto e ricostruito, in stile neo classico del tempo, dal lato della sacrestia. In esso sono allocate 5 campane: la più grande è datata 1775, una del 1880, un'altra del 1932, un'altra del 1747 ed infine una che anticamente veniva usata (suonandola con particolare maestria) per i funerali dei bambini.
L'interno della chiesa è ad impianto basilicale a tre navate scandite da due file di tre colonne ciascuna; la navata centrale ha ampiezza doppia rispetto a quelle laterali, sulle quali si affacciano le cappelle, aggiunte successivamente. Le colonne, che scandiscono le navi in quattro campate e sostengono il tetto in legno a capriate, oggi si presentano massicce con capitelli lineari creati con cornici di gesso.
Il presbiterio, rialzato di qualche gradino rispetto alle navate, si presenta tripartito in corrispondenza delle navate: nel vano centrale, più ampio, vi è l'altare principale in marmo in sostituzione di un altare ligneo indorato, che fu spostato nella cappella di S. Lorenzo e successivamente disperso.
Scendendo gli scalini del presbiterio e dirigendosi verso la navata di destra, si va alla cappella della Beata Vergine del Rosario, che è raffigurata su di una tela con S. Domenico, S. Tommaso d'Aquino ed altre due sante; intorno alla tela sono dipinti, in riquadri, i quindici misteri del rosario. Si passa, quindi, alla cappella dedicata a S. Maria della Neve, che nella tela è rappresentata in alto, mentre più in basso vi sono altri santi, tra i quali S. Apollonia e S. Agata. Segue la cappella di S. Lorenzo, dove si può ammirare la pregevole tela del pittore Paolo De Matteis: è rappresentato il martirio del santo, sormontato dall'immagine di S. Maria di Costantinopoli, S. Nicola e S. Magno suddiacono e martire. Infine, vi è la cappella dell'Annunciazione, l'unica priva di altare.
Passando alla navata di sinistra e salendo verso l'interno della chiesa, si trova l'antica cappella del battistero: sulla parete di fondo vi è la tela di S. Michele Arcangelo (riproduzione di Guido Reni), che apparteneva alla chiesa del Purgatorio, mentre sulle pareti laterali, a sinistra "Ultima Cena" del pittore laertino Andrea Giannico e datata 1751, a destra "Natività" dello stesso autore. La seconda cappella è dedicata a S. Giuseppe, la cui statua è posta sull'altare: in alto, sulla parete di fondo, vi è una tela che raffigura la visita della Madonna a S. Elisabetta, mentre sulle pareti laterali due dipinti: "S. Francesco in estasi" a sinistra, "S. Nicola che risuscita i tre fanciulli" a destra; nell'arco, a sinistra, si può notare una mattonella devozionale di Lorenzo Guglielmo, commissionata dal rev. don Giuseppe Pacciana nel Settembre del 1825. Segue la cappella dedicata a S. Lucia: sull'altare è stata posta la statua in pietra della santa (opera del '400), rinvenuta in una grotta sotto le fondamenta del campanile. Infine, vi è la cappella, anticamente denominata "cappellone del Corpo di Cristo o Cuore di Gesù": nel 1749 fu arricchito da un sontuoso altare in legno dorato che contiene la riproduzione della grande tela della "Deposizione", opera del succitato Giannico; sulle pareti laterali vi sono quattro tele dello stesso pittore e rappresentano: a sinistra "Martirio di S. Flavia" e "Decapitazione di S. Placido", a destra "Vestizione Sacra" e "Tre storie di S. Benedetto".
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